
MusicaPerBambini – DeiNuoviAnimali (2011)
Cibi rifatti, persone rifatte, tutto rifatto. Tranne Musica Per Bambini (o Manuel Bongiorni, fate voi) che è sempre lo stesso. Sempre pazzo, sempre schizzato, sempre pronto a confermare questa sua natura. All’album numero cinque, intitolato DeiNuoviAnimali la sua pazzia non accenna, nemmeno minimamente, a diminuire.
Ci porta a spasso tra Aphex Twin e Nine Inch Nails, tra Locust e Mars Volta, tra questo e quell’altro, tra il “tutto” e il “di più”, per dare vita ad un album che ha pochissimi simili nel panorama musicale mondiale (e non esagero).
Veloce, distorto e schizzato già dai primi secondi di la bibbia della scimmia. Ottantotto secondi di schizofrenie vocali su un tappeto di distorsioni pesanti. E si, le distorsioni non accennano ad arrestarsi nella successiva tartarugola. E si (di nuovo) non sbagliate: la voce che sentite è di Caparezza, che ultimamente sta un pò dappertutto. Una collaborazione tra due (de)menti folli che fa benissimo il suo lavoro portando l’album, anche se appena agli inizi, a livelli altissimi. Con tavola calda periodica ci si trasferisce su binari drum’n'bass: come la colonna sonora di un pranzo a base di cibi modificati, artificiali, da mandare giù con “litri di acqua ragia“.
Sei come la minestra è come uno zecchino d’oro in acido, con bambini che hanno consumato troppi pasti artificiali. Infantile (il tutto gira intorno a: “sei come la minestra / non piaci a nessuno“) e distorto, il pezzo si sviluppa tra una frase che è bella e una (semi)citazione che lo è ancora di più (“ed arrivarono quattro gendarmi / con i cucchiai in luogo delle armi“).
Che poi Caparezza non è l’unica collaborazione “celebre” che questo album ha in serbo per noi: in Giantarlo, due minuti e qualcosa di cyber-metal tra urla e ultradistorsioni, si può riconoscere Giovanni Gulino, voce dei sicilianomilanesi Marta Sui Tubi.
E non dimentichiamo la passione di Manuel per le medievalosità musicali (come già è accaduto in passato con O’ dipintore o Baracca barocca): “: )” (da leggersi “duepuntiparentesichiusa“) è una fiaba moderna per bambini nerd, in chat già dalla culla. Bambini che poi (più avanti) cresceranno in il sogno del computer, iperdistorto metal a 8bit che si fermerà in ci vorrebbe una fabbrica, di nuovo una fiaba, stavolta industrial-medievale.
Amore di marmo è l’episodio più lungo dell’album: una storia d’amore tra mille distorsioni tenute in trappola in un pezzo pop-dance. Con un “na-NAna-NAnaNAnaaaa” che ti entra in testa e te lo fa urlare a squarciagola dal primo all’ultimo secondo.
Essì, sono pazzi. E in uomo da laboratorio e Quarto, naso mutante ne avrete la conferma assoluta: il primo è una serie di inseguimenti drone tra synth-punk e frenate fintomediavali; la seconda invece, che inizia nella precedente, è una sorta di disney-metal tra cartoni animati drogati.
Prima ho citato i Mars Volta e no, non scherzavo e non sono impazzito: nuovo animale è un drum’n'metal psicopatico. Come se il gruppo di Omar Rodriguez-Lopez e Cedric Bixler Zavala si mettesse a giocare ai videogames nella sala giochi di un centro di igiene mentale. Che poi di citazioni in questo pezzo (o forse me le sto solo sognando, ma vabbè) ce ne sono a migliaia, basta solo l’intro di batteria che ricorda (a me tantissimo) l’intro di wax simulacra dei sopracitati Mars Volta.
Il finale mappamondista ricorda le prime cose di Manuel e compagnia bella: pop-acustico-boicottato, che al suo interno comprende il finale della storia (iniziata nei tre “simulatore di spettri“) e una traccia nascosta di elettronica schizzata e iperdistorta, tipicamente Musica Per Bambini.
Ah, giusto, ci sono dei violini all’interno dell’album… devo proprio farlo il nome di Nicola Manzan? Ok, dai, non perdiamo tempo. Ascoltatevi DeiNuoviAnimali: tre quarti d’ora di puro piacere. Non ve ne pentirete.
MUSICA PER BAMBINI sul web:
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SOUNDCLOUD (streaming integrale dell’album)
Etichetta:
Trovarobato.
Eels On Heels – Letters (2011)
ascolta jupiter:
Come tutti i giorni stavo cercando di fare la mia seduta di meditazione trascendentale. Mentre anellavo alla LOGGIA BIANCA, ebbi la visione di un gigante con in mano un ep! “ROCKIT HA CONQUISTATO L’IMPERO DELLA MENTE!” pensai… Invece no! Il gigante mi regalò l’ep degli EELS ON HEELS dal titolo LETTERS, e se ne andò. Molti dicono che i Joy Division facessero musica postpunk angosciante, perchè vivevano nelle periferie di manchester; gli Eels On Heels non vivono nella londra proto-industrial, ma vengono da Trani, in Puglia! e sono dei cospiratori! Come dei massoni, il gruppo costruisce un immaginario devoto (nel vero senso della parola) all’estetica Industrial nuda e cruda! Eels On Heels come ORTODOSSIA! Fra schegge di luce ed immagini sfocate, i loro suoni freneticamente ritmati giocano con la sperimentazione e la ricerca sonora di un Brian Eno sotto l’effetto di EROINA! LETTERE dice: – Y – come un carrillon postpunkoso il noise si fa ambient-minimal nella mia mente i THROBBING GRISTLE cresciuti ascoltando i PAN SONIC! – N – tribalismi di riti da prugne vergini (o anche VIRGIN PRUNES) e molta roba che dice NO a NY! DNA a manetta! – G – THURSTON MOORE + tastiera rotta + DEAD CAN DANCE! – JUPITER – (che è una parola ma è comunque formata da lettere) è la matematica che viaggia fra allarmi (sonori) e chitarre taglienti, una voce aliena invoca un mantra! a chiudere _ JUPITER RMX _ l’EBM sincopato a ritmo di HOUSE! Ok sembra una recensione scritta da un pazzo, ma volevo giocare anch’io. Sì perchè per quanta ricerca e sperimentazione ci sia in codesto disco, LETTERS si fa ascoltare che è un “piacere”, dimostrando quanto la band sia coraggiosa nella sua ortodossia e quanto in italia suoni meno convenzionali siano possibili!
EELS ON HEELS sul web:
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Etichetta:
autoprodotto









