
Baffodoro – Neve ep (2008)
Baffodoro, musica per piccole rivoluzioni del pensiero…Questo si legge sul myspace della giovane formazione da Sassuolo, a cavallo fra indie e post-rock, andiamo ad analizzare il loro ep d’esordio.
L’album esordisce con un pezzo strumentale: “Fluido 70”, forse già il migliore dell’intero lavoro: la prima parte del brano è occupata da una tenue melodia post-rock in cui basso e chitarra fraseggiano, guidati dal timing lento e pacato della batteria, un’avvolgente tessitura ambientale che viene disfatta dall’accelerazione improvvisa e l’attacco prepotente della distorsione chitarristica, degna dei migliori shoegazer anni ’90. Ecco quindi, in “Vedder”, riprendere la soffice melodia, molto Tortoise, questa volta ad accompagnare una sorta di filastrocca, appena sussurrata dalla voce del cantante, che culmina, sul finire, con le malinconiche parole “E tu come stai?”. Arriviamo dopo un quarto d’ora scarso all’ultimo brano, che dà anche il nome all’ep: “Neve”. Qui la struttura è leggermente più complessa e il paragone più immediato è quello coi sempre-citati Mogwai; ad un inizio ancora una volta soffuso e trasognato, ma più articolato dei precedenti, in cui ci viene raccontata, a metà tra immaginazione e realtà, l’esperienza di gioco di un bimbo col proprio aquilone, si giustappongono improvvise scariche strumentali, a sottolineare i momenti di maggiore pathos della narrazione, sulla falsariga del più classico post-rock hard&slow, ma sempre con una sensibilità musicale raffinata ed elegante. Metafora di un percorso esistenziale obbligato, il bimbo perde il controllo sull’aquilone e si trova in balia delle avversità: “la situazione non è più sotto controllo”, come grida più volte il cantante al termine del pezzo.
Se è vero che la felicità sta nelle piccole cose, questo ep potrà certamente regalare attimi di serenità a chi saprà lasciarsi trasportare dai suoi fluttui.
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