
#10: Backing Band Project.
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Il Backing Band Project è un duo basso/batteria proveniente da Verona con un solo EP all’attivo. Cinque pezzi tra stoner (hypnorospo), punk (the final), funk e addirittura dance-punk (song 3) con in preparazione già un nuovo EP. quindi ascoltatevi lo streaming qui, riascoltatevi giovedi 19 su Fusoradio (nel programma Gli Indiepatici), e aspettate le novità in arrivo.
I nuovi video di Polar For The Masses e Serpe In Seno.
Due nostre vecchie conoscenze.
Il synth-rock dei Polar For The Masses (il brano è Sailing Away, da Silence – qui l’articolo) e il bass-rock dei Serpe In Seno (Punk Is Dad, già sentita in un nostro vecchio Spuntano Come Funghi)
Karl Marx Was A Broker – Alpha To Omega (2011)
Quanti duo basso e batteria sono passati per le nostre orecchie nell’ultimo – quanto? diciamo – anno e mezzo? Tanti, so che sapete la risposta. Eppure c’è una cosa che cambia sempre in questo tipo di progetti e rende ognuno di questi, a suo modo, perfettamente riconoscibile. È il modo in cui i componenti del gruppo mischiano i propri gusti musicali, a fare la differenza. Per quanto riguarda i Karl Marx Was A Broker, che comunque non si sono fermati solo all’aspetto “musicale” del progetto (guardate, per esempio, l’artwork incentrato sulle raccolte fotografiche di Cesare Lombroso), si può dire che gli elementi sono tanti e tanto diversi. C’è la linearità del punk ma allo stesso tempo gli spigoli del math, ci sono rallentamenti stoner, sfumature psichedeliche, accellerate dance-punk e addirittura qualcosa di funk in questo Alpha To Omega, uscito la scorsa estate.
L’inizio, affidato a marx 3b, è in puro stile bass-rock: quasi quattro minuti di scariche di basso-batteria tenute su da una miriade di effetti. Ma poi, se quando comincia teletubbie, non li vedete più così seri come lo erano all’inizio, non meravigliatevi. Vi sembrerà quasi che il duo si sia trasferito a TeletubbyLandia (l’ho cercato su wikipedia, non conoscevo il nome e non ci tenevo a conoscerlo) prefissandosi di boicottare, coi pochi (ma che non sembrano affatto pochi) mezzi a disposizione, la collina, i fiori, quei quattro così ipercolorati e tutto il resto. E dal paese dei Teletubbies al deserto il passo non è affatto breve, anche se così non sembra per il duo che facilmente ci trascina in un paesaggio dove “vivere lentamente”. Non a caso il titolo è live slow: un pezzo decisamente stoner, a base di esplosioni nient’affatto veloci di basso, con la batteria a seguire fedelmente tutte le deviazioni delle quattro corde e la chitarra che qui fa la sua prima comparsa (opera di Lorenzo Stecconi, chitarrista dei Lento, presente nel disco anche come sound engineer). E una volta entrato nel deserto, sarà stato pure facile arrivarci, ma uscirci è un pò un problema: marx 2.1 è la continuazione e lo sviluppo “rumoroso” del pezzo precedente. La tempesta di sabbia rende il tutto più pesante, tranne quando da lontano vedi un’oasi di armonici. Con la traccia numero cinque si inizia una ipotetica discesa numerica da nove a sette (marx IX, marx 8 e marx 7). Nella prima fermata, marx IX, si passa dal punk a primi accenni di funk finendo per scivolare in una palude di distorsioni psichedeliche. Marx 8, invece, è una sorta di intermezzo dove sembra di camminare in un luna park, scortati da un branco di energumeni armati di mitra a forma di basso prontissimi a boicottare i mille rumori delle giostre che si ha intorno. E poi c’è Marx 7, ultimo capitolo della pseudo-discesa, che potrebbe sembrare quasi un “momento di calma”. Tra virgolette, ovviamente. Che poi a capire che è solo un bluff ci vuole giusto una manciata di minuti in sei-ottavi ultra-distorti, dopo i quali si vira su binari punk(quasi elettronico) per poi finire in un lento post, con tanto di campionamenti in puro stile. Se poi rimarrete affascinati dal ritorno punk, quasi drum’n'bass, del finale vi capiterà (com’è successo a me) di amare particolarmente questo pezzo. E come può un gruppo come questo, in cui il basso è uno dei principali protagonisti del sound finale, non scivolare almeno una volta in una vera prova funk? Lo fa, lo fa eccome. Lo fa con destruction derby a metà tra funk-core e dance-punk, slappato e martellante, dal primo all’ultimo secondo. E, per accompagnarci verso la fine, il duo chiede di nuovo l’aiuto di Stecconi e della sua chitarra: la finale aral see potrebbe essere – allo stesso tempo e senza nessunissimo problema – la colonna sonora per una spy story o per un western.
Cacchio, a rileggere l’articolo sembra di aver parlato almeno di dieci gruppi diversi quando poi, in realtà sono “solo” nove tracce di un album che merita di essere consumato in maniera molto abbondante.
i KARL MARX WAS A BROKER sul web:
WWW
FACEBOOK
lo streaming dell’album su SOUNDCLOUD
MYSPACE
per comprare ALPHA TO OMEGA
Etichetta:
Escape From Today
spuntano come funghi #3: Serpe In Seno.
Per il terzo appuntamento di Spuntano Come Funghi oggi vi regaliamo tre brani per dieci minuti di scariche basso e batteria, dall’anima dannatamente punk. I Serpe in seno di Treviso, su cui non c’è molto da dire ma c’è tanto da ascoltare. I tre pezzi che trovate qui sotto sono in download gratuito sia sul loro Soundcloud, sia sul loro Bandcamp.









