
Ebrei – 2010 (2010)
Pensate di vivere in un paese in stato decadente, di guardarvi attorno e non trovare nulla…
Matteo Carnaroli (voce + tastiere), Alessandro Ferri (batteria), Andrea Gobbi (basso) e Tommaso Alberici (chitarra) l’hanno fatto e mettendo da parte, per un attimo, i loro rispettivi progetti (Barbacans, Soviet Soviet, Obelisco Nero e Uzi) i quattro danno vita, nell’agosto 2010, agli Ebrei! Come colti da folgorazione danno alle stampe un album: 2010 per i folli tipi della Sinusite Records!
Musica per cercare una terra promessa, fatta di rabbia e passione, magari purificandosi e riallacciando i fili con se stessi.
Non pensate al singolo “2010″! L’album di sti brutti ceffi from Fano (nelle Marche, vicino Pesaro) si presenta molto più solido e sostanziale, sbalordendo il Lyncio! Si apre al fulmicotone (“Noia”, “2010″) e fra omaggi-citazioni a Pasolini (“Passato Presente) e a Nietzsche (“La Gaia Scienza”) passando fra esplosioni di rabbia (“I Ragazzi Sono Stanchi”) ed esplosioni di grande dolcezza onirica e pop (“Bottoni”), noto che i pezzi non superano i 3 mn,come fossero schegge lasciate uscire dal cuore, passando dal cervello, ma il tutto rielaborato dalla pancia! Ogni canzone è diversa, fra garage rock, postcore, surf, indie-pop, punk, shoegazelow-fi/grunge (e che cazzo! la devo smettere con ste etichette!!) ma arriva come un pugno allo stomaco, granitico ed abrasivo! Insomma è un disco omogeneo ma mai uguale e banale, che mescola stili ed attitudini in un minestrone ribollente! Il disco prosegue con l’anthem da live (“SanRemo”), il karmarock (“Di Nuovo Giovani”) e le super riottose “Nel Bene e Nel Male” e “Maratona”. A chiudere il disco la brevissima “Da Grande Voglio Avere 40 Anni” (titolo geniale). A chiudere il già chiuso disco (ha senso?) una bellissima versione post/prog? (avevo detto basta con le etichette!!) di “Di Nuovo Giovani”. E alla fine?
Alla fine abbiamo un gruppo originale, che a bordate abrasive, ricorda il meglio della produzione italiana! Echi della rabbia degli AFTERHOURS, echi di litanie alla CCCP, echi di rumorismi sonici alla MARLENE KUNTZ e un pizzico degli ultimi MEGANOIDI. Ok non è il disco dell’anno! non è una pietra miliare o un nuovo miracolo italiano! Ma è molto di più: è un buon disco, suonato da un ottima band!
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ETICHETTA:
sinusite records
da DEAD LETTER OFFICE #2 del 24/12/10









