
spuntano come funghi #6: Amesua.

“qui c’è scritto di buttare due righe su di noi. non c’è scritto niente in realtà, però ci piace un sacco scrivere e non badiamo alle righe e alla punteggiatura e alla grammatica e ai periodi lunghi e alle congiunzioni che poi smettiamola e spieghiamo chi siamo. amesua è una parola storpiata della lingua sarda che ci ha gentilmente consigliato l’ottimo compagno di sbronze panda. un giorno poi ve lo presentiamo. suoniamo da sempre, urliamo da sempre e forse questa urgenza espressiva è dovuta al fatto che ci sono un sacco di cose che non ci vanno giù. dalla politica alla figa. scriviamo brani che solitamente non raggiungono i tre minuti e c’è un motivo: crediamo nella spontaneità, perché non ci interessa aggiungere l’assolo ma si poi il coretto che va avanti per tre battute in si minore poi sperimentiamo che forse figa va la che bello. crediamo di fare punk rock. ci scappano degli abbracci ogni tanto. quello che facciamo è lo specchio del modo in cui viviamo: non siamo belli, non siamo ricchi, ma siamo innamorati. dell’hardcore, del punk rock, del rock, chiamatelo come volete: ci riteniamo parte di una scena che non punta a inquadrare un certo tipo di riff, una certa metrica, ma al rispetto, alle mani strette, ai baci sulla fronte a fine concerto per combattere questo mondo egoista. invitateci a suonare nei vostri soggiorni. gli amesua sono e sempre saranno marco, enzo, simone e martino. vi vogliamo bene (Come i Fine before you came)”. E con una presentazione del genere come non voler bene agli Amesua? E allora tutti ad ascoltare i tre brani che ci propongono e a cantarli urlando col cuore in mano. Che se poi vi piacciono davvero tanto, scaricateli sul loro soundcloud o bandcamp.









