
Esercizi Base Per Le Cinque Dita – Le Prove Di Zenobio (2011)
ascolta ho da fare:
C’è già capitato tempo fa di ascoltare le note degli Esercizi Base Per Le Cinque Dita. Un trio – “come il padre, il figlio e lo spirito santo” – di Frosinone, che si impegna a sporcare un pò il pop. Lo fa, dopo il primo omonimo, con Le Prove Di Zenobio uscito i primi di settembre sempre per Mia Cameretta Records. L’inizio è affidato, con i moribondi, ad una filastrocca al retrogusto di De Andrè per feedback e voce. Quasi tre minuti a farsi cullare tra le parole e i minimali suoni che svolazzano tutti intorno. Una calma che viene spezzata da ho da fare: come se Vasco Brondi suonasse in un gruppo punk. Novanta secondi in cui la voce non smette mai di essere chiara, limpida e comprensibile. Questa è una cosa che apprezzo molto. E infatti, non è un caso se reputo questa seconda traccia l’episodio migliore dell’intero ep. Con giorni deserti, ci si calma di nuovo: si vira su sapori pop, chitarre pulite, batterie basse, atmosfere rilassate. E dopo un momento calmo, come è accaduto con le prime due tracce, c’è di nuovo un ritorno punk e rumoroso: le parole del mobilio, che un pò richiama la seconda traccia (per la mia felicità), si rumorizza piano piano, in salita, quasi come un pezzo post-rock. Finisce tra nuvole di effetti e distorsioni, e lo sai dal primo momento che questo accadrà. Ascolti i primi secondi, lo senti che le chitarre sono nervose e vogliose di esplodere quanto prima. Prima di uccidere, a me ricorda qualcosa di Bob Dylan e qualche gruppo beat italiano. Il sapore è quello, può suonare anche pop, ma riesce a catturarti. Anche a colpi di tosse mi ricorda un pò il beat, nella sua spensieratezza e “ballabilità”: e ti ci muovi sopra, la ascolti con piacere e ti ritrovi a canticchiare “e sta piovendo merda / ma non ho l’ombrello / anzi qui nessuno / sembra averlo“, perchè è un cacchio di “ritornello” che ti si fissa in mente. E devo dire che gli Esercizi sono proprio bravi a fare questo, trasformare cose normali in Cose che stimolano interesse. E lo dimostrano anche con la ballata dal titolo la caduta, quasi quattro minuti di pop pulito che ci porta alla finale per terra: una sorta di toy-pop acustico che quasi ti fa dimenticare “che la vita assomiglia sempre più ad una guerra“. E anche se voi avete dichiarato guerra alla musica italiana, questo ep ascoltatelo, spendete questi venti minuti e scoprirete che di bello in Italia e, soprattutto, di cantato in italiano c’è ancora tanto. Un pò anche grazie agli Esercizi Base Per Le Cinque Dita.
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Etichetta:
Mia Cameretta Records.









