
Girless & The Orphan + Verily So – Everyday Is A D-Day (Split) (2012)
Girless & The Orphan (che sono due), i Verily So (che sono tre) ed altri amici, dentro e fuori la Stop! Records (quindi altri cinque). Tanti amici, insomma, per dare vita ad uno split di due band che si scambiano strette di mano, abbracci e canzoni.
Everyday is a d-day, quattro pezzi e tredici minuti e trentatrè secondi che trovate in free download sul sito dell’etichetta e in streaming su bandcamp. Che poi, se proprio proprio vi piace, ve lo comprate, ma nessuno vi obbliga.
Il primo episodio, 15 years, originariamente dei cecinesi Verily So, qui cantata da Girless & The Orphan, è uno sconvolgimento folk punk dell’originale, più cauta e indie pop. Una cover che rende irriconoscibile la versione del trio cecinese.
Il ritorno di “favore” è il riarrangiamento in chiave western-pop di dura lex sed luthor. Una cover Bella di un pezzo già Bello di suo: una riproposizione che dà una “dolcezza” tutta nuova al pezzo, con i colori tipici del trio livornese. Che poi dura lex sed luthor è talmente ben scritta che risulterebbe stupenda anche cantata da Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.
E non solo i due gruppi si “omaggiano” tra di loro, ma insieme ci regalano una loro personale versione di everyday is like sunday di Morrissey. Omaggiano il “genio” di Manchester, con una cover fresca e piacevole come una domenica mattina, non d’estate, ma di primavera. Con un pò di vento, lì a spettinarti. Un vento leggero come il coretto finale, che ti scuote ma non t’infastidisce.
A chiudere lo split ci pensa i guess you know, un pezzo scritto “a dieci mani” e cantato “tutti insieme appassionatamente”, che quasi quasi ti ricorda Simon & Garfunkel di Mrs. Robinson, almeno fino a quando non si pesta un pò più forte sugli strumenti, nel finale.
Uno split piacevole, quattro pezzi che scorrono senza problemi. Una parentesi pop che non fa mai male. Nemmeno a chi, al pop, non è abituato.
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Etichetta:
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Girless & The Orphan – The Epic Epitaph Of Our Ephemeral Epileptic Epoch (2011)
I ragazzi della Stop! Records sono un pò come una grande famiglia. E in una famiglia ci si aiuta tutti. E quindi non ci dobbiamo stupire se, come succede in questo The Epic Epitaph Of Our Ephemeral Epileptic Epoch di Girless & The Orphan, spunta un Shelly Johnson Broke My Heart o un Delay_House (compagni d’etichetta, comunque) a suonare quello o questo strumento. L’ep, che dura pochissimo più di dieci minuti, cammina in bilico tra folk e punk, tanto che l’etichetta definisce il duo una coppia di punkautori. A dare il via alle danze è dura lex sed luthor, appartenente alla prima categoria. Un tipico brano folk, chitarre e voce con una tastiera che colora a malapena la tela messa su dal duo. Un pezzo che riesce a colpire, anche chi non ama il genere (tipo me, per esempio), per il suo essere allo stesso tempo semplice e Bello (con la B maiuscola, certo). Con London si vira su coordinate folk-punk, avvicinabile a qualcosa dei primi Zen Circus. Una canzone di grande forza che ci introduce all’anima (anche)punk del duo. E con this parking lot, si cambia ancora, andando a frenare su cose indiepop, con spruzzate di tromba in pieno stile. Mentre le distorsioni riaffiorano nella finale (pro) creating your career, altro bel momento che in più di un passaggio d’accordi ricorda I wanna be your boyfriend dei Ramones, ma come se questi non avessero mai usato una distorsione. Insomma, alla fine si può dire che l’orecchiabilità è dannatamente di casa in questo quattro-tracce, che riuscirebbe a catturare l’attenzione anche dei più scettici. Quelli che storcono il naso a vedere troppe chitarre acustiche, per capirci. Fate una prova, scaricatevi The Epic Epitaph Of Our Ephemeral Epileptic Epoch dal sito della Stop! Records o dal soundcloud del duo, e poi mi direte.
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