
Il Re Tarantola ed Emma Filtrino – Il Nostro Amore Sa Di Tabacco (2011)
Il Re Tarantola ed Emma Filtrino sono una coppia colorita, nella vita ma non solo, anche musicalmente. Un cantautore, stanco di “riciclare canzoni che suonava 10 anni fa con altri gruppi per finire l’album” e di essere etichettato in questo modo, e una socia in affari, dedita a pochi pezzi di batteria e pochissime parole. Dei moderni White Stripes, insomma, privati delle distorsioni e tanto, a volte anche troppo, italiani.
L’album Il nostro amore sa di tabacco contiene undici tracce che di italiano hanno davvero tanto, già partendo dalla iniziale finte tette, coi suoi due minuti di folk-punk che molto sa di Zen Circus (così come un pò tutti i pezzi dell’album). E sul genere resta anche la successiva perle ai porci dove al gruppo di Appino & Co. si aggiunge anche Il Pan Del Diavolo più calmo. Altro artista del nostro paese che possiamo richiamare è Dente, perchè nei testi c’è un gusto per gli impercettibili giochi di parole tipici del cantautore parmigiano (“eh, ma che cazzo / Emma, che cazzo” in merendina da Emma Filtrino, o un pò tutta Fiesta). Il nostro amore sa di tabacco è la traccia che riprende il titolo dell’album ed è una vera e propria presentazione del duo (ascoltate il ritornello): tra indie-pop cabarettiano e qualche follia toy-pop la demenzialità è dietro l’angolo. È come se i Wolfango venissero derubati del loro lato casinista e deviassero verso la “musica sgangherata“. Che poi prima parlavamo dei Whites, e nel finale del pezzo Emma ha troppo la voce di Meg White (è innegabile).
A metà album, poi, ci vengono presentati diversi modi di fare rock’n'roll: c’è quello Delle Idee Confuse (“non mi piace molto la musica che ascolto / e non impazzisco per il disco che preferisco” – Non mi piace molto la musica) e quello Dei Giorni Scritti In Rosso Sul Calendario, che però è più lento (in fiesta: tante festività e ancora giochi di parole Dent-iani: “io senza fiesta … dalla fame, non ci vedo più“). Un duo che riesce ad essere rock’n'roll pur non appartenendo al genere, arrivando ad apparire strani come “una coppia di rockstar croata un pò malata“, come recita l’onesta scarpe croate, un contenitore di cose scritte bene. “Non saremo mai la moda come quei milioni di alternativi / così belli che per distinguerli serve un esame del DNA” per esempio, ma non solo. C’è pure “la mattina mi alzo contento, perchè amo il mio lavoro / mi diverto proprio un mondo a rompermi i coglioni” messa lì quasi a ricordare Bugo e il suo Sentimento westernato, decisamente presente nella finale 27 anni: un pezzo che da spazio ad un finale plurisgangherato (di nuovo)demenziale, in cui ci sta bene tutto, anche dell’autopromozione.
Non ci saranno Grandi Momenti da ricordare, qualcuno dirà pure che non fanno Niente Di Nuovo, ma le buone idee, questo giovane duo, le ha, ed in questi ventisette minuti fa di tutto per guadagnarsi (Onestamente) un pò d’attenzione, riuscendoci almeno col sottoscritto.
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Etichetta:
Kandinski Records, La Stalla Domestica.









