
il teatro degli orrori – raro [ep] (2010)
Sei brani sei. Poco più di mezz’ora per un nuovo viaggio in compagnia del Teatro più ascoltato del momento. Poco più di mezz’ora per capire cosa si nasconde dietro ai pezzi che più ci sono piaciuti dei due album. Quattro le rielaborazioni, alcune che virano più su minimalismo e rumoristica (majakovskji, die zeit), altre su riarrangiamenti privi di elettronica (come succede con direzioni diverse), altre ancora su caratteri più lo-fi e noise (come compagna teresa). E in più, seguendo la scia di majakovskji, il gruppo decide per un altro omaggio alle riletture di Carmelo Bene: “lettera aperta al partito comunista italiano”, reading live non di scarso interesse (d’altronde “non è la Bibbia” ci tiene a precisare Capovilla). Un lavoro non interessantissimo ma nemmeno da buttare via: a metà strada tra un cazzuto album rock e un libro di poesia.
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