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industrial

In streaming: Orax

 ORAX è il progetto solista di Orax Land (ex chitarrista degli “ei fu” XILEMA) con la collaborazione con Andrea Shiller (alle tastiere e programmazione synth). Nato nel 2010 questo progetto mette insieme sonorità di mondi lontanissimi fra loro: dall’industrial post-apocalittico di “D.A.D.O.E.S.” (il finale con omaggio a VANGELIS è da sturbo); alla witch house pompata a manetta di “STARS”; senza dimenticare l’EBM più iconoclasta e marziale(“BELIEVE”)! Pezzi dove l’amore per il glam rende le bordate HOUSE di un eleganza assoluta (“FOREVER” sembra un pezzo di BRIAN FERRY virato anni’10); la NEW WAVE fa capolino molte volte “FAITH” sembra un singolo di PETER MURPHY post-BAUHAUS. Ascoltare ORAX è come sentire le bordate alla Bloody Beetroots, con tutto lo stile della Glam-wave dei settanta e ottanta.
fra collaborazioni con etichette come DISCIPLINE (sia sempre lodata)e l’americana SEX CULT la carriera, dell’artista milanese si muove fra singoli pubblicati sulla rete che puoi trovare tutti in streaming qui!


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Nonlinear – Find A Stash And Celebrate The Crash (2011)

Che mondo sarebbe senza NONLINEAR? Deviati fin dalla nascita il gruppo di Grugliasco (un tempo in periferia di IKEA ora di Torino) esce con un nuovissimo ep autoprodotto: FIND A STASH AND CELEBRATE THE CRASH, che viene dopo quel capolavoro di stronzate e nintendocore postmetalindustriale che era SEI MEJO TE (2010)! La band, dopo aver suonato per mezzo mondo (romania, serbia, spagna, francia e sopratutto padania); mostra di non riposare sugli allori del successo (??)  e continua nella sua ricerca imperterrita di un suono che SPACCA! Se TRENT REZNOR avesse fondato i DEVO, beh allora suonerebbe proprio come questo ep! Si parte con l’anthem “Fake Rispetto“, tiratissimo industrial’n'punk con cascate di elettronica ambigua ed omosessuale è già il prossimo inno live. L’attuale “You Gas” aumenta l’alcise sonora peggio di un governo Monti incazzato; i ritmi si fanno più serrati come in un porno/bondage, la cassa in 4/4 da un piglio EURODANCE finchè… finchè… non arriva CASADEI! e si parte col liscio! (non sto scherzando!) La lunga “minisuite” “Looks Like an Angel” inizia come un pezzo dei BATTLES, ma soltanto per 2 secondi; perchè dopo passa dall’ortodossia iconoclasta alla POP GROUP (in chiave nonlineare), alla marzialità INDUSTRIAL WAVE di certi anni ’80 di cui nessuno si vergonga più (nel finale una divertentissima “I Was Made for Loving You” dei KISS ripresa). Da ascoltare rigorosamente A-PALLA, mentre con la macchina si ci ferma al semaforo affianco a tamarri che ascoltano musica neomelodica (per poi essere picchiati!) e la cover di “Whiplash” dei METALLICA (senza lou reed per fortuna). Il singolone “Kill the Engineer” è un pezzo contro un’intera categoria (e per questo ci dissociamo); dove tutta la carica industrialsynthmetalcore (ha un senso?) dei NONLINEAR esplode! Se a natale non sapete che regalo fare alla vostra tipa, vi consiglio caldamente questo ep! Il gruppo di Grugliasco (to), ha un suono potente, divertente e cazzuto come poche band emergenti dello stivale.

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Etichetta:
autoprodotto

Nembrot / Andrea “ics” Ferraris – Il Suono dell’Olifante (2011)

Chiudete gli occhi mentre ascoltate questo nuovo disco dei napoletani NEMBROT, perchè quello che ascolterete nel vostro impero della mente sarà più nitido. Musica visionaria, musica concreta immaginata, suonata e prodotta insieme al  . Sì quasi come quella di Pierre Schaeffer, questo disco riporta al centro il senso di SUONO nella sua totalità; il trio AVANT/NOISE  accompagnati dal folle Ferraris, giocano con riverberi, suoni caotici, piccole melodie e sontuose suite in un ambizioso concept album diviso in sette parti.
Non un disco facile, sembra di ascoltare degli EINSTURZENDE NEUBAUTEN che rifanno la colonna sonora di ERASERHEAD, citando un DISCREET MUSIC pensato da BURZUM. Un caleidoscopio di cacofonia, nonmusica e delirio che fanno da sottofondo ad un mondo deprimente, perduto e malsano. Nella lunghissima suite sette sembra di vivere in un film horror dove il momento terrorifico non viene mai espresso, lasciando un lungo stato d’ansia e disagio, dilatando l’attesa per ciò che dovrebbe accadere ma non accade mai.

 

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Etichetta:
ZERO SONICO RECORDS
HYSM?

Eels On Heels – Letters (2011)

ascolta jupiter:

Come tutti i giorni stavo cercando di fare la mia seduta di meditazione trascendentale. Mentre anellavo alla LOGGIA BIANCA, ebbi la visione di un gigante con in mano un ep! “ROCKIT HA CONQUISTATO L’IMPERO DELLA MENTE!” pensai… Invece no! Il gigante mi regalò l’ep degli EELS ON HEELS dal titolo LETTERS, e se ne andò. Molti dicono che i Joy Division facessero musica postpunk angosciante, perchè vivevano nelle periferie di manchester; gli Eels On Heels non vivono nella londra proto-industrial, ma vengono da Trani, in Puglia! e sono dei cospiratori! Come dei massoni, il gruppo costruisce un immaginario devoto (nel vero senso della parola) all’estetica Industrial nuda e cruda! Eels On Heels come ORTODOSSIA! Fra schegge di luce ed immagini sfocate, i loro suoni freneticamente ritmati giocano con la sperimentazione e la ricerca sonora di un Brian Eno sotto l’effetto di EROINA! LETTERE dice: – Y – come un carrillon postpunkoso il noise si fa ambient-minimal nella mia mente i THROBBING GRISTLE cresciuti ascoltando i PAN SONIC! – N – tribalismi di riti da prugne vergini (o anche VIRGIN PRUNES) e molta roba che dice NO a NY! DNA a manetta! – GTHURSTON MOORE + tastiera rotta + DEAD CAN DANCE! – JUPITER – (che è una parola ma è comunque formata da lettere) è la matematica che viaggia fra allarmi (sonori) e chitarre taglienti, una voce aliena invoca un mantra! a chiudere _ JUPITER RMX _ l’EBM sincopato a ritmo di HOUSE! Ok sembra una recensione scritta da un pazzo, ma volevo giocare anch’io. Sì perchè per quanta ricerca e sperimentazione ci sia in codesto disco, LETTERS si fa ascoltare che è un “piacere”, dimostrando quanto la band sia coraggiosa nella sua ortodossia e quanto in italia suoni meno convenzionali siano possibili!

 

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Etichetta:
autoprodotto

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