
La sedia di Wittgenstein – La sedia di Wittgenstein (2011)
La verità è un concetto malato da risanare, e a questo si dedica Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche. Nel nostro caso il concetto malato siamo noi, o meglio l’Uso che facciamo di noi, o ancora meglio l’uso che i La sedia di Wittgnstein vogliono fare di noi e delle nostre paranoie. Per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni a tema persecutorio non corrispondenti alla realtà. Ecco, quest’album è una continua iniezione di paranoia. Batteria, chitarra, rumori, non conta il significato ma l’uso che ne fanno, rendendo il tutto così assolutamente instabile, incomprensibile, quasi spaesante per l’ascoltatore che si trova davanti a qualcosa di indescrivibile che magari fa venire l’ansia, che magari se chiude gli occhi sembrerà come essere nel labirinto di Shining, senza via d’uscita. Questo Self Titled dei La sedia è un album che va ascoltato tutto ad un fiato, da una apertura a ikea dream pt2, senza respirare nemmeno per un istante. Grande ammirazione per la concezione di Autocoscienza di una bomba, che riprende un dialogo di un film abbastanza sconosciuto come “Dark star” (dialogo geniale fra il tenente Doolittle e la bomba-computer: l’uomo riesce a convincere la macchina, usando argomenti filosofici, che essa non può dirsi completamente sicura degli ordini ricevuti, perché non può essere sicura neanche della realtà stessa che la circonda.) e quasi riuscirne a cambiare il finale con un “DEVO PENSARCI SU“, con un sottofondo sintetico spaziale/ansioso/chestaperesplodere.
Insomma mi risulta molto difficile scrivere di questi due strambi personaggi che concepiscono pezzi come Tenore di vita (uno dei miei preferiti) o L’amore (psichedelia animata da un finale alquanto improbabile quanto una carezza in un pugno…CHE NON ANTICIPO) o entrambi Ikea dream che sembrano essere quasi dolci, come ritrovarsi in un mondo meraviglioso, risulta difficile si, ma mi hanno colpito tanto. C’è qualcosa di nuovo nell’aria anche se potrebbero stancare ad un certo punto, ma ne vale la pena. SOLO… sarei molto curiosa ascoltarli live. ( e magari sgamare che effetti usano).
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