
Il nuovo video dei Meteor.
Che poi non è un vero e proprio video, ma è una sorta di mezza anticipazione del nuovo lavoro, ma vabbè.
I Meteor ve li ricordate si? abbiamo parlato di Anemici, Sangue Dalle Rape qualche tempo fa.
Ecco, proprio loro (sempre a e b) hanno lavorato al nuovo video. Una sorta di duevideoinuno: cose che conosciamo già e cose che arriveranno presto (si spera).
Qui sotto il video, buona visione.
i METEOR sul web:
SOUNDCLOUD
Meteor – Anemici, Sangue Dalle Rape (2010)
Meteor è un duo di scoppiati bresciani (a e b, per la “precisione”) che fonda i propri lavori sulla velocità e il puro casino. Un duo, che non disprezza l’aiuto di amici vari durante le registrazioni. Parlare di questo Anemici: Sangue dalle rape è una cosa davvero difficilissima, ma ci proverò: quattro “composizioni” per quattro minuti e diciannove secondi di durata totale(!). Quattro composizioni che si raddoppiano di traccia in traccia (1, 2, 4 e 8) e che accrescono sempre più la pazzia di fondo.
A partire dalla iniziale Composizione 1, coi suoi cinquantacinque secondi di synth-punk condito da impazzimenti d’elettronica e frenate(per modo di dire) noise-core, il vostro cervello sarà catapultato in un mondo rumoroso, malato, fottutamente spettacolare. Quattro minuti, andata e ritorno. Composizione 2, se chiudi gli occhi, quasi ti fa immaginare una decina di martelli pneumatici usati su computer infetti da virus. E in questo caso Norton può farci ben poco. Da composizione 4 in poi i pezzi si allungheranno (addirittura) oltre il minuto, ma solo di pochi secondi (6 nel primo caso, 19 nel secondo). Nel brano citato prima, decisamente fondato sulla ripetitività martellante, sembra quasi che il Madaski di Chemioterapia pogasse su un album dei Locust senza voce, o viceversa. Qualcosa di pazzo ed estremo, estremamente breve ma dannatamente affascinante. L’unico attimo che sembra lasciarti libero di riprendere fiato è l’inizio di composizione 8. Sospiri psichedelici e ossigenate di feedback che degenerano, poco dopo i quaranta secondi, in un mathcore con pause urlate che solo di poco rallenta la velocità a cui il “gruppo” c’aveva abituato.
Non è un lavoro per tutti, è musica per pochi. Ma quei pochi, Di Sicuro, apprezzeranno, e molto.
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Etichette:
In Limine, Sangue Dischi, Incisioni Rupestri, Bosco Records.









