
Penelope sulla luna – Enjoy the little things EP (2011)
Un enorme albero di quelli autunnali, con numerosi rami secchi e spogli, in tutte le sue sfumature con le ferite del tempo ben in vista. Sto parlando del Post, di questo albero che trae tutta la sua grandezza da migliaia di radici ben nascoste sottoterra, che lo alimentano, lo riempiono fino a farlo scoppiare in un mix di atmosfere eterogenee poste lì per disintegrarti dall’interno.
I Penelope sulla luna, sono molto legati alle loro radici Post, potrei citare i God is an Astronaut nella dolcezza degli arpeggi e nella fluidità del piano,i mùm per gli effetti sconfinanti creati soprattutto nel primo pezzo, gli improvvisi sbalzi d’umore e le scariche elettroniche dei 65daysofstatic, con qualche spunto vocale di quella dolcezza straziante irlandese molto sigur ròs, il tutto racchiuso in un EP, “Enjoy the little things“, per godere degli ultimi respiri di strane tempeste, lasciarsi bombardare da fiocchi di neve leggeri come palle di cannone, per poi soffocare senza sensi in leggere ninnananne prima di essere uccisi nel sonno irrequieto di chi si lascia cadere nell’oblio delle proprie sensazioni. I read lulladies mi ha ricordato un sacco un pezzo suonato col pianoforte in Silent Hill (il videogioco), dovrebbe chiamarsi “lisa dies”, ovviamente lo adoro e il fatto che mi sia tornato in mente grazie a voi vi fa guadagnare molti punti. Penelope viene da Ferrara, si definisce un racconto unicamente strumentale, e credo non ci sia miglior definizione, questi quattro ragazzi hanno un sound molto travolgente e non hanno bisogno di parole scritte sulle loro note, sanno come arrivare alla testa. Dovrebbero buttare più terra sulle loro radici e nasconderle meglio.
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