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postcore

Tomydeepestego – Chronophage (2009)

Un gruppo come i TOMYDEEPESTEGO (la band fa notare che si legge “tu;maidi:pest’i:gou“) non capita tutti i giorni. Un album come CHRONOPHAGE (uscito per i tipi della Subsound Records nell’ormai passato recente 2009) nemmeno. Un mix così amalgamato di asprezze protometallare, scazzo low-fi e melodie post-rock non l’avevo mai sentito; la band romana si diverte a giocare sul cambio di ritmi e situazioni sonore impostando un concept totalmente strumentale di alto livello. “Dr.Disagius” è una tempesta di distorsione sonica, il basso greve lascia la strada a manierismi chittarristici in PROGredire; insomma i TOOL che incontrano i KYUSS! Ma non etichettate i romani come l’ennesima riproposta a certi suoni “ALTERNATIVE” made in italy; “Cicades” rivolta tutto come un calzino mostrando l’altra faccia dei TMDE (e che faccia!) insistendo su pezzi lunghi (per far sviluppare meglio la complessa ma mai noiosa, trama sonora) si passa da bordate POSTCORE a parti dove l’amore per il POST-ROCK si fa preponderante (wow! che cazzo di termine che ho usato…). Il disco continua così a passare da melodie ed arpegginoise alla MOGWAI (“Controversy“), al quasi (ho detto quasi) SLUDGE (“J.H.I“)! In mezzo la riflessiva “Hombre Loco“. Niente di nuovo se già avevate ascoltato il loro primo album ODYSSEA (Subsound, 2007); ma sicuramente qui il tutto è più omogeneo dando respiro alle trovate stilistiche con spiragli di sole ed irrobustendo le parti più dure e tetre. Un esempio sono la malinconica “Crepuscolo” (A PERFECT CIRCLE?) e la magistrale “Milla“: dove nello stesso pezzo coesistono le due anime della band; groove cattivissimi (ogni tanto sembra di ascoltare dei SEPULTURA rallentati) per poi finire in un mare di chitarre stratificate e postrockettare. In chiusura dell’album e del concept “Libero Arbitrio“  altro pezzo abrasivo ma con calma. CHRONOPHAGE è un album degno di essere chiamato ALBUM; ha un suono definito ed originale senza sembrare lezioso e manierista.

i TOMYDEEPESTEGO sul web
WWW
BANDCAMP
MYSPACE

Etichetta:
Subsound records

Ne Travaillez Jamais / Talibam! – Split (2010)

Arrivato a noi, tramite la Lemming Records, nel maggio del 2010 questo vinile è uno split tra due band che, nonostante i settemila e più chilometri di distanza, sono più vicine di quanto si possa pensare. Due tracce, una per il trio napoletano Ne Travaillez Jamais e una per il duo newyorkese Talibam!, che messe insieme superano a malapena i sei minuti. Parlavamo di distanze geografiche ma è inutile farlo. Ascoltando questo lavoro capirete quanto questo tipo di dettagli siano irrilevanti. L’offerta dei due gruppi è musicalmente vicina, così tanto che sembra non esserci l’oceano a dividere l’Italia e gli Stati Uniti. Non esistono confini, nè geografici nè musicali. Musicalmente, infatti, i due pezzi camminano tra elettronica e “salite” post, mischiando rumore e tastierosità kraut.
Il lato napoletano del vinile, dal titolo una domenica in campagna, è una sorta di marcia per giocattolini indemoniati. Un esercito di minuscoli robot che camminano perennemente in salita, sparando distorsioni qua e là, alimentati a Liars e Animal Collective (ma non solo).
Volando a New York con sexchopper dei Talibam! (anche se poi questo è stato registrato live al Cellar Theory di Napoli) l’elettronicità dei synth rimane sempre presente, anche se in versione più schizzata e con più di un occhio buttato alla no wave. La ricetta dei newyorkesi è una sorta di krautpunk, molto (molto molto) lo-fi, con le tastiere che si vestono da chitarre di un gruppo punk, riuscendolo a suonare addirittura meglio. Sei minuti spesi con due gruppi che se ne fregano di trovarsi a Napoli o a New York, l’importante è suonare, farlo bene, affascinare gli ascoltatori. Tutte cose che i due gruppi in questione fanno in maniera ottima, anche con così pochi minuti a disposizione.

Lo streaming dei due lati:

i NE TRAVAILLEZ JAMAIS sul web:
MYSPACE

i TALIBAM! sul web:
FACEBOOK
MYSPACE

Etichetta:
Lemming Records.

 

Ebrei – 2010 (2010)

Pensate di vivere in un paese in stato decadente, di guardarvi attorno e non trovare nulla…
Matteo Carnaroli (voce + tastiere), Alessandro Ferri (batteria), Andrea Gobbi (basso) e Tommaso Alberici (chitarra) l’hanno fatto e mettendo da parte, per un attimo, i loro rispettivi progetti (Barbacans, Soviet Soviet, Obelisco Nero e Uzi) i quattro danno vita, nell’agosto 2010, agli Ebrei! Come colti da folgorazione danno alle stampe un album: 2010 per i folli tipi della Sinusite Records!
Musica per cercare una terra promessa, fatta di rabbia e passione, magari purificandosi e riallacciando i fili con se stessi.
Non pensate al singolo “2010″! L’album di sti brutti ceffi from Fano (nelle Marche, vicino Pesaro) si presenta molto più solido e sostanziale, sbalordendo il Lyncio! Si apre al fulmicotone (“Noia”, “2010″) e fra omaggi-citazioni a Pasolini (“Passato Presente) e a Nietzsche (“La Gaia Scienza”) passando fra esplosioni di rabbia (“I Ragazzi Sono Stanchi”) ed esplosioni di grande dolcezza onirica e pop (“Bottoni”), noto che i pezzi non superano i 3 mn,come fossero schegge lasciate uscire dal cuore, passando dal cervello, ma il tutto rielaborato dalla pancia! Ogni canzone è diversa, fra garage rock, postcore, surf, indie-pop, punk, shoegazelow-fi/grunge (e che cazzo! la devo smettere con ste etichette!!) ma arriva come un pugno allo stomaco, granitico ed abrasivo! Insomma è un disco omogeneo ma mai uguale e banale, che mescola stili ed attitudini in un minestrone ribollente! Il disco prosegue con l’anthem da live (“SanRemo”), il karmarock (“Di Nuovo Giovani”) e le super riottose “Nel Bene e Nel Male” e “Maratona”. A chiudere il disco la brevissima “Da Grande Voglio Avere 40 Anni” (titolo geniale). A chiudere il già chiuso disco (ha senso?) una bellissima versione post/prog? (avevo detto basta con le etichette!!) di “Di Nuovo Giovani”. E alla fine?
Alla fine abbiamo un gruppo originale, che a bordate abrasive, ricorda il meglio della produzione italiana! Echi della rabbia degli AFTERHOURS, echi di litanie alla CCCP, echi di rumorismi sonici alla MARLENE KUNTZ e un pizzico degli ultimi MEGANOIDI. Ok non è il disco dell’anno! non è una pietra miliare o un nuovo miracolo italiano! Ma è molto di più: è un buon disco, suonato da un ottima band!

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soundcloud

ETICHETTA:
sinusite records

da DEAD LETTER OFFICE #2 del 24/12/10

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