
Ne Travaillez Jamais / Talibam! – Split (2010)
Arrivato a noi, tramite la Lemming Records, nel maggio del 2010 questo vinile è uno split tra due band che, nonostante i settemila e più chilometri di distanza, sono più vicine di quanto si possa pensare. Due tracce, una per il trio napoletano Ne Travaillez Jamais e una per il duo newyorkese Talibam!, che messe insieme superano a malapena i sei minuti. Parlavamo di distanze geografiche ma è inutile farlo. Ascoltando questo lavoro capirete quanto questo tipo di dettagli siano irrilevanti. L’offerta dei due gruppi è musicalmente vicina, così tanto che sembra non esserci l’oceano a dividere l’Italia e gli Stati Uniti. Non esistono confini, nè geografici nè musicali. Musicalmente, infatti, i due pezzi camminano tra elettronica e “salite” post, mischiando rumore e tastierosità kraut.
Il lato napoletano del vinile, dal titolo una domenica in campagna, è una sorta di marcia per giocattolini indemoniati. Un esercito di minuscoli robot che camminano perennemente in salita, sparando distorsioni qua e là, alimentati a Liars e Animal Collective (ma non solo).
Volando a New York con sexchopper dei Talibam! (anche se poi questo è stato registrato live al Cellar Theory di Napoli) l’elettronicità dei synth rimane sempre presente, anche se in versione più schizzata e con più di un occhio buttato alla no wave. La ricetta dei newyorkesi è una sorta di krautpunk, molto (molto molto) lo-fi, con le tastiere che si vestono da chitarre di un gruppo punk, riuscendolo a suonare addirittura meglio. Sei minuti spesi con due gruppi che se ne fregano di trovarsi a Napoli o a New York, l’importante è suonare, farlo bene, affascinare gli ascoltatori. Tutte cose che i due gruppi in questione fanno in maniera ottima, anche con così pochi minuti a disposizione.
Lo streaming dei due lati:
i NE TRAVAILLEZ JAMAIS sul web:
MYSPACE
i TALIBAM! sul web:
FACEBOOK
MYSPACE
Etichetta:
Lemming Records.
Ebrei – 2010 (2010)
Pensate di vivere in un paese in stato decadente, di guardarvi attorno e non trovare nulla…
Matteo Carnaroli (voce + tastiere), Alessandro Ferri (batteria), Andrea Gobbi (basso) e Tommaso Alberici (chitarra) l’hanno fatto e mettendo da parte, per un attimo, i loro rispettivi progetti (Barbacans, Soviet Soviet, Obelisco Nero e Uzi) i quattro danno vita, nell’agosto 2010, agli Ebrei! Come colti da folgorazione danno alle stampe un album: 2010 per i folli tipi della Sinusite Records!
Musica per cercare una terra promessa, fatta di rabbia e passione, magari purificandosi e riallacciando i fili con se stessi.
Non pensate al singolo “2010″! L’album di sti brutti ceffi from Fano (nelle Marche, vicino Pesaro) si presenta molto più solido e sostanziale, sbalordendo il Lyncio! Si apre al fulmicotone (“Noia”, “2010″) e fra omaggi-citazioni a Pasolini (“Passato Presente) e a Nietzsche (“La Gaia Scienza”) passando fra esplosioni di rabbia (“I Ragazzi Sono Stanchi”) ed esplosioni di grande dolcezza onirica e pop (“Bottoni”), noto che i pezzi non superano i 3 mn,come fossero schegge lasciate uscire dal cuore, passando dal cervello, ma il tutto rielaborato dalla pancia! Ogni canzone è diversa, fra garage rock, postcore, surf, indie-pop, punk, shoegazelow-fi/grunge (e che cazzo! la devo smettere con ste etichette!!) ma arriva come un pugno allo stomaco, granitico ed abrasivo! Insomma è un disco omogeneo ma mai uguale e banale, che mescola stili ed attitudini in un minestrone ribollente! Il disco prosegue con l’anthem da live (“SanRemo”), il karmarock (“Di Nuovo Giovani”) e le super riottose “Nel Bene e Nel Male” e “Maratona”. A chiudere il disco la brevissima “Da Grande Voglio Avere 40 Anni” (titolo geniale). A chiudere il già chiuso disco (ha senso?) una bellissima versione post/prog? (avevo detto basta con le etichette!!) di “Di Nuovo Giovani”. E alla fine?
Alla fine abbiamo un gruppo originale, che a bordate abrasive, ricorda il meglio della produzione italiana! Echi della rabbia degli AFTERHOURS, echi di litanie alla CCCP, echi di rumorismi sonici alla MARLENE KUNTZ e un pizzico degli ultimi MEGANOIDI. Ok non è il disco dell’anno! non è una pietra miliare o un nuovo miracolo italiano! Ma è molto di più: è un buon disco, suonato da un ottima band!
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ETICHETTA:
sinusite records
da DEAD LETTER OFFICE #2 del 24/12/10










