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shoegaze

Samideani – Adorable (2011)

ascolta I’m Addicted to You
 Avete presente rimanere a dondolare come un cretino (e per me non è difficile fare la parte del cretino) sognando i MY BLOODY VALENTINE? ecco i SAMIDEANI vengono da Bergamo e fanno musica pastosa e freschissima! un po’ gaze, un po’ dream, un po’ di elettronica madchesteriana e amalgano il tutto con un attitudine molto “punk”! Fausto Signorelli (voce, chitarra, drum e synth), Francesca (voce), Simon J. (basso) e Fratus Gabriele (chitarra rumoreggiante) hanno un’idea precisissima del loro suono e dell’immaginario che vogliono evocare! Il loro ultimo ep ADORABLE   (che puoi scaricarti a gratis qui) mi ha colpito come un fulmine!
Parte tutto con riverberi e rumori filtrati, è “CPR” pezzo che apre l’ep adorabile e che fa intuire le sonorità del lavoro: ritmi dilatatissimi, muri sonori riverberanti, echi e tanto tanto shoegaze alla MY BLOODY VALENTINE (anche l’uso delle due voci, azzeccatissime!) un singolone insomma (guarda il video)! “Do You Remember” sembra uscita dalla colonna sonora di SLUM DUNK (scusate non so che cazzo c’entra…) un noise-punk che fa scuotere e pogare però con scazzo gaze! Poi la chiave: “I’m Addicted To You” cazzo! che pezzone! in un colpo solo mi fonde le tastiere synth-wavepoppare con il madchester sound più malato dei PRIMAL SCREAM post Screamadelica o certi CHARLATANS, le chitarre però sono sempre devote a KEVIN SHIELDS! I Samideani però non si limitano e con la lunghissima ma non per questo meno intrigante “Angels of the Sea / Guardian Of Atlantis” (di cui c’è un altro bellissimo video) si spingono nel dream pop alla COCTEAU TWINS senza cadere nel mero revival new wave anzi! La canzone è quasi un gaze-prog divisa in due parti (figo! non so che ho detto, ma sembra avere un senso) Per l’angolo LA PREFERITA DEL LYNCIO ecco la dolcissima “Star Crash Falling Melody” che suona come se i JESUS AND MARY CHAINS fossero capeggiati da ROBERT SMITH dei CURE! A chiudere “Dance” pezzaccio stilosissimo che sembra uscito dal ’91 e che farebbe ballare o dondolare tutti gli osservatori di scarpe!
ADORABLE è un ep bellissimo, i SAMIDEANI hanno tutta la determinazione che serve ad un gruppo per emergere e so già che in futuro faranno solo cose buone!

i SAMIDEANI sul web:
BANDCAMP
SOUNDCLOUD

Etichetta:
autoprodotto

Waxxone – Sette Brani (2010)

ascolta dormire :

Waxxone è, è stato, sarà sempre un mistero!
Di lui non si sa nulla, non lo conosce nessuno eppure quei pochi che ascoltano la sua musica da cameretta, se ne innamorano.
Aveva esordito con la bellissima “Ish” e poi una miriade di ep “casalinghi” (nel 2006 ben 4 ep!). Nel 2007 il primo album (sempre autoprodotto e registrato da solo) UKONEIRO A. Queste sono le poche cose che riuscirete a trovare su di lui.
Ed ecco SETTE BRANI. Schietto già nel titolo, questo ep esce per la MIA CAMERETTA RECORDS (esercizi base per le 5 dita) nel 2010. Registrato sempre in casa, il diciassettenne campano sviscera in meno di 40 minuti, tutta la sua musica e il suo scazzo più completo ed autentico. Shoegaze filtrato! Low-fi (in tutti i sensi) sicuramente, è l’iniziale “dormire“; fra echi di VERDENA (ormai) e noise chittarristici (città/stato), Waxxone fa sentire un sound claustrofobico, quasi opprimente nella sua lucidità nichilista. Le bellissime “Polvere Estesa e “Slogan Pubblicitari” fanno scorgere addirittura uno spiraglio pop, sembra di sentire BUGO strafatto con l’urgenza dei CCCP. I testi pieni di non-sense non disturbano, anzi rendono questo lavoro più straniante e particolare. SETTE BRANI non è un disco facile da ascoltare, ti catapulta in un mondo angosciante dove la gente trova pace soltanto dormendo; la decadenza sonora, ritmica e lirica è vera e Waxxone te la sputa in faccia, “Stoccolma” è tutto questo, è tutto il disco riassunto in un pezzo (noise-suite da 11 minuti!). Alla fine sarete un po’ alienati e depressi come se aveste ascoltato Pornography dei CURE e penserete che se questo giovane noisemaker tuttofare ha le idee chiare già a 17 anni, allora dovremmo stare molto attenti al suo progettino chiamato WAXXONE ! D’altronde “..il paradiso è altrove, ormai…”

WAXXONE sul web:
MYSPACE

Etichetta:
miacameretta records

Ebrei – 2010 (2010)

Pensate di vivere in un paese in stato decadente, di guardarvi attorno e non trovare nulla…
Matteo Carnaroli (voce + tastiere), Alessandro Ferri (batteria), Andrea Gobbi (basso) e Tommaso Alberici (chitarra) l’hanno fatto e mettendo da parte, per un attimo, i loro rispettivi progetti (Barbacans, Soviet Soviet, Obelisco Nero e Uzi) i quattro danno vita, nell’agosto 2010, agli Ebrei! Come colti da folgorazione danno alle stampe un album: 2010 per i folli tipi della Sinusite Records!
Musica per cercare una terra promessa, fatta di rabbia e passione, magari purificandosi e riallacciando i fili con se stessi.
Non pensate al singolo “2010″! L’album di sti brutti ceffi from Fano (nelle Marche, vicino Pesaro) si presenta molto più solido e sostanziale, sbalordendo il Lyncio! Si apre al fulmicotone (“Noia”, “2010″) e fra omaggi-citazioni a Pasolini (“Passato Presente) e a Nietzsche (“La Gaia Scienza”) passando fra esplosioni di rabbia (“I Ragazzi Sono Stanchi”) ed esplosioni di grande dolcezza onirica e pop (“Bottoni”), noto che i pezzi non superano i 3 mn,come fossero schegge lasciate uscire dal cuore, passando dal cervello, ma il tutto rielaborato dalla pancia! Ogni canzone è diversa, fra garage rock, postcore, surf, indie-pop, punk, shoegazelow-fi/grunge (e che cazzo! la devo smettere con ste etichette!!) ma arriva come un pugno allo stomaco, granitico ed abrasivo! Insomma è un disco omogeneo ma mai uguale e banale, che mescola stili ed attitudini in un minestrone ribollente! Il disco prosegue con l’anthem da live (“SanRemo”), il karmarock (“Di Nuovo Giovani”) e le super riottose “Nel Bene e Nel Male” e “Maratona”. A chiudere il disco la brevissima “Da Grande Voglio Avere 40 Anni” (titolo geniale). A chiudere il già chiuso disco (ha senso?) una bellissima versione post/prog? (avevo detto basta con le etichette!!) di “Di Nuovo Giovani”. E alla fine?
Alla fine abbiamo un gruppo originale, che a bordate abrasive, ricorda il meglio della produzione italiana! Echi della rabbia degli AFTERHOURS, echi di litanie alla CCCP, echi di rumorismi sonici alla MARLENE KUNTZ e un pizzico degli ultimi MEGANOIDI. Ok non è il disco dell’anno! non è una pietra miliare o un nuovo miracolo italiano! Ma è molto di più: è un buon disco, suonato da un ottima band!

gli EBREI sul web:
WWW
Facebook
myspace
soundcloud

ETICHETTA:
sinusite records

da DEAD LETTER OFFICE #2 del 24/12/10

Baffodoro – Neve ep (2008)

Baffodoro, musica per piccole rivoluzioni del pensiero…Questo si legge sul myspace della giovane formazione da Sassuolo, a cavallo fra indie e post-rock, andiamo ad analizzare il loro ep d’esordio.
L’album esordisce con un pezzo strumentale: “Fluido 70”, forse già il migliore dell’intero lavoro: la prima parte del brano è occupata da una tenue melodia post-rock in cui basso e chitarra fraseggiano, guidati dal timing lento e pacato della batteria, un’avvolgente tessitura ambientale che viene disfatta dall’accelerazione improvvisa e l’attacco prepotente della distorsione chitarristica, degna dei migliori shoegazer anni ’90. Ecco quindi, in “Vedder”, riprendere la soffice melodia, molto Tortoise, questa volta ad accompagnare una sorta di filastrocca, appena sussurrata dalla voce del cantante, che culmina, sul finire, con le malinconiche parole “E tu come stai?”. Arriviamo dopo un quarto d’ora scarso all’ultimo brano, che dà anche il nome all’ep: “Neve”. Qui la struttura è leggermente più complessa e il paragone più immediato è quello coi sempre-citati Mogwai; ad un inizio ancora una volta soffuso e trasognato, ma più articolato dei precedenti, in cui ci viene raccontata, a metà tra immaginazione e realtà, l’esperienza di gioco di un bimbo col proprio aquilone, si giustappongono improvvise scariche strumentali, a sottolineare i momenti di maggiore pathos della narrazione, sulla falsariga del più classico post-rock hard&slow, ma sempre con una sensibilità musicale raffinata ed elegante. Metafora di un percorso esistenziale obbligato, il bimbo perde il controllo sull’aquilone e si trova in balia delle avversità: “la situazione non è più sotto controllo”, come grida più volte il cantante al termine del pezzo.
Se è vero che la felicità sta nelle piccole cose, questo ep potrà certamente regalare attimi di serenità a chi saprà lasciarsi trasportare dai suoi fluttui.

|||MYSPACE|||

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