
Tears Of Joy – Tears Of Joy (2012)
Avete presente il filone “darkwave anni ’80″? Fatto?
Ok ora pensate al trip-hop di Bristol… Fatto?
Potrei dire che i TEARS OF JOY, duo di bologna attivo dal 2010 nato dalle due personalità Vinz (chitarra/voce) e Joy (tastiere/voce), pensano all’epopea wave rimiscelando certe atmosfere da postRAVE di certi anni ’90.
Il loro omonimo eppì autoprodotto suona come se i CURE fossero andati a fare festa (una festa giù di tono, come ogni darkettone comanda) insieme ai PORTISHEAD. Le danze vengono aperte con “Destroy All My Pains” che nel rift di chitarra iniziale cita “the lament” dei CURE, e prosegue fra litanie aspre alla THE KILLS, intrecciando insieme
il suono grezzo, quasi indie-blues con la wave. La bellissima “Not At All” è una dolce e triste nenia, dove la voce si fa calda e sensuale, fra suoni da requiem. “Off Course” è il pezzo che non ti aspetti; parte con ritmiche quasi ambient quasi CHILLOUT alla SEEFEEL; e mi fa viaggiare fra gli anni ’90 (ok sempre con il dark nel cuore); un po’ di MASSIVE ATTACK presi male, ed un po’ di “dance-bilità” (che neologismo assurdo…) degli ultimi RADIOHEAD. I ToJ con questo eppì sfoderano un suono compatto e molto definito, la gelidissima “Dark House“, a chiudere, conferma l’amore per certe atmosfere malinconiche (ed un filo disperate); con il piglio di certa elettronica scandinava (THE KNIFE). Insomma un lavoro serio, che se ne frega della moda e va dritto con il suo suono sincero ed originale, fra amore per la darkwave dei primi 80s senza dimenticarsi tutto quello che c’è stato dopo.









